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Baroni

Pierluigi

Coperture Impermeabili

E' nato prima l'uovo o la gallina? Il quesito non avrà mai risposta. Alla domanda, invece, si è giocato prima a badminton o a tennis, la risposta è certa.

Il badminton è comparso prima dell'altro illustre sport della racchetta. Precisamente nel 1860 in un castello inglese sito a Badminton, da cui la disciplina ha preso il nome con cui si è diramata in tutto il pianeta. Il Badminton compare in Italia negli anni '40. Nei primi anni '60, si comincia a diffondere la pratica in maniera non omogenea.

Riccardo Simonetti, appassionato di Padova, crea una Federazione Italiana che si affilia all'IBF. Merano e Bolzano sono altri due centri vitali della propagazione dello sport del volano.

Il 16 giugno 1974 è una data storica. Il Cavalier Aurelio Chiappero scrive al Coni, dichiarando la sua intenzione di costituire "la federazione Italiana del Volano". Nel 1976 si costituisce l' Associazione Italiana Badmintonm, che accoglie poi lo squash, trasformandosi in A.i.B.S. (Associazione Italiana Badminton e Squash). Un anno dopo si svolgono i primi campionati italiani.

Nel 1978 una rappresentativa azzurra è presente ai Campionati Europei. Il 24 marzo 1985 viene approvata la separazione dei due sport e la trasformazione dell'associazione nella "Federazione Italiana Badminton", sotto il patrocinio della Federazione Italiana Tennis.


LE PRIME ESPERIENZE

Le prime tracce del badminton in Italia risalgono agli anni Quaranta e ai primi anni Cinquanta, ma è di fatto impossibile seguirne con precisione l'evoluzione in quanto questo sport era praticato in realtà diverse e senza nessun contatto tra loro. Ecco, per esempio, quanto scrive il grande tennista Fausto Gardini in un breve articolo datato Milano 1947 e riportato dallo Sporting Club Notizie, il giornalino dello SC. Castello di Gavarno, nov./dic. 1980:


"La guerra era finita da poco. La stagione tennistica cominciava il 19 marzo e terminava il 30 ottobre. Campi coperti non esistevano. Una sera di novembre, mi telefonò il signor Prouse, un inglese proprietario della Maxima. Mi disse: 'Fausto, sono appena tornato dall'Inghilterra ed ho portato le attrezzature per giocare a badminton. Le ho montate nella palestra della scuola elementare di Via Ruffini, e tutte le sere abbiamo due ore a disposizione . Vuoi venire?' Confesso che andai più per la curiosità che altro. Ma dopo un quarto d'ora che maneggiavo "la racchettina", mi accorsi che era un bellissimo sport, che richiedeva altrettanta prontezza di riflessi del tennis.


La voce si sparse ed organizzammo anche veri tornei. Andammo avanti così per un paio d'anni. Poi io incominciai a partecipare alle varie tournée australiane o sudamericane e persi di vista il giro del badminton. Ma oggi a riparlarne, ne riporto un piacevolissimo ricordo". Tra il 1960 e il '66 ha operato una Federazione Italiana Badminton, regolarmente riconosciuta ed affiliata all'IBF, come testimonia lo Statuto dell'organismo internazionale. Presidente e segretario della Federazione Italiana era il signor Raimondo Simonetti di Padova di cui - purtroppo - si sono perse le tracce in quanto da tempo non più residente a Padova. Come era organizzata la Federazione? Quali attività svolgeva? Quali gli atleti azzurri di quel tempo? Nell'impossibilità di raggiungere i protagonisti di allora, a questi interrogativi, per il momento, non ci sono risposte. Speriamo che il futuro faccia luce su questi personaggi. Una cosa è comunque certa: Simonetti, dal '60 al '66 pagò regolarmente le tasse di affiliazione all'IBF che però a distanza di tanti anni, su richiesta della FIB, ha risposto di non conservare l'archivio di quei tempi. E mentre Simonetti rappresentava il badminton ufficiale di quegli anni, contemporaneamente questo sport metteva importanti radici a Merano dove, nel 1961, si cominciò a giocare a livello agonistico e fu fondata la Sezione Badminton dello S.C. Merano, di cui fu primo direttore Hubert Fliri. Più o meno nello stesso periodo, sorse un altro club: lo S.V.V. Bolzano. Le esperienze di Simonetti a Padova e quelle vissuta dai pionieri di Merano e Bolzano non esauriscono comunque il badminton italiano degli anni Sessanta. Sicuramente ci sono stati altri fenomeni isolati, come documentato dalla rivista "Traguardi" del Ministero della Pubblica Istruzione, Ispettorato per l'Educazione fisica e sportiva, del gennaio-febbraio 1965. Il bimestrale riporta infatti un articolo sul badminton scritto dal professor Walter Bertoni, insegnante di educazione fisica, che, oltre ad introdurlo nella sua scuola, ne aveva già colto le grandi potenzialità.

"Da alcuni anni sto sperimentando la validità educativa, ricreativa e sportiva del badminton nel mio istituto - scrive il professor Bertoni -. Temevo all'inizio che il gioco non potesse riuscire sufficientemente accetto a studenti delle scuole secondarie superiori; invece l'esito ha superato i miei timori. Chiunque vorrà introdurlo tra i giovani, alla buona, cioè in forma libera come l'ho fatto io, si accorgerà subito con vera soddisfazione di una sua peculiare caratteristica: la praticità, cioè l'adattabilità ad ogni ambiente, la semplicità delle attrezzature ed il loro modestissimo ingombro".

Il professore racconta di aver avuto il primo incontro col badminton durante delle vacanze in campeggio e continua:

"Da una letta alla 'The Badminton Association of England' del 10 agosto 1962 ho appreso che anche in Italia esiste una Associazione Italiana Badminton il cui segretario onorario era a quella data il signor Raimondo Simonetti di Padova. Coi fondi del gruppo sportivo del mio istituto acquistai dodici racchette ed i volani. Già nel '62 per le racchette mi rivolsi ad una ditta di Milano che mi rispose: 'Abbiamo dato tutta la nostra attenzione alla sua lettera poiché noi siamo entusiasti del badminton ed abbiamo tentato già in più riprese di lanciarlo in Italia'. Nel 1963, rivolgendomi alla Federazione Italiana Tennis, suggerii l'opportunità di introdurre il badminton nelle scuole. Sono sicuro che il badminton riuscirebbe nella scuola: il tempo, in parte mi ha già dato ragione, mentre attendo con serena fiducia la diffusione di questo sport tra i giovani".


LA FASE PIONERISTICA

Dopo le prime apparizione, il badminton entra nel 1974, grazie alle intuizioni e all'opera del Cavalier Aurelio Chiappero, in una fase pioneristica. Il primo documento ufficiale del badminton italiano è del 16 giugno 1974 quando in una lettera al Segretario Generale del CONI, Mario Pescante, il Cav. Chiappero scrive:

"Dopo il colloquio avuto con Te il mese scorso, è mia intenzione costituire un organismo avente la seguente denominazione: FEDERAZIONE ITALIANA DEL VOLANO- FIDV". Raccontò più tardi Chiappero: "Il volano era un gioco che solitamente si faceva in spiaggia. Tanti anni fa giocavo a volano, ma senza campo e senza rete. Nel 1974 leggendo un opuscolo del C. I. O. ho scoperto l'esistenza dell'IBF, così ho chiesto la documentazione e i regolamenti. Quando mi pervenne il materiale andai al CONI dove ebbi l'autorizzazione ad occuparmi di questo nuovo sport, ottenendo un amichevole benestare, ma nessun contributo finanziario. Sapevo che in Italia il badminton, anche se non ufficialmente, era praticato nel Sud-Tirolo, così, sempre nel 1974 mi recai lì per prendere accordi diretti, affinché i sudtirolesi dello S.C.Merano, che partecipavano ai Campionati del Tirolo austriaco, potessero giocare anche in Italia. Quel primo incontro durò lo spazio di alcune ore, ma sufficienti per far accettare loro la proposta di impegnarsi a svolgere attività agonistica per conto di questo nuovo organismo italiano".

Sintetizzato nelle poche righe precedenti, può sembrare che il lavoro di Chiappero sia filato via senza difficoltà. Ma non fu assolutamente così. Purtroppo, mancando il principale protagonista di quegli anni, non possiamo attingere alla sua memoria e alle sue parole, ma gli atti disponibili presso la FIB testimoniano che i contatti internazionali - come del resto quelli a livello nazionale - non furono affatto semplici e che soltanto con grande decisione e impegno Chiappero riuscì ad ottenere quello di cui aveva bisogno e a coronare la sua idea. A distanza di quasi quindici mesi dalla prima lettera al Segretario Generale del CONI, l'8 settembre 1975, chiede a Paolo Galgani, Presidente della Federazione Italiana Tennis, di sottoporre al consiglio direttivo della FIT, la costituzione dell'ASSOCIAZIONE ITALIANA BADMINTON in seno alla FIT.


1976 SI COSTITUISCE L'ASSOCIAZIONE ITALIANA BADMINTON

Passano ancora sei mesi e finalmente - dopo un viaggio a Londra in occasione dei Campionati Inglesi - Chiappero può costituire la prima Associazione nazionale.

Il 24 aprile 1976 - a quasi due anni dalla prima lettera al CONI - con una riunione straordinaria presso il Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare di Roma nasce l'AIB. Sono presenti, oltre a Chiappero, Ezio Binelli, Renato Boccardi, Gastone Bolaffi, Pier Giuseppe Caputo, Enrico Comes, Sergio Dottori, Filippo Filippi, Alberto Gualtieri, Loris Lolli, Carlo Plebani, Romano Pontisso, Franco Recupero, Alvaro Remondini, Vittorio Silvestrucci, Edoardo Toselli, Anacleto Vanghetti, i quali approvano all'unanimità - 16 voti su 16 - la costituzione ufficiale dell'A.I.B. - ASSOCIAZIONE ITALIANA BADMINTON - con sede in Roma, Via Valsolda 157. Viene approvato anche il Regolamento Statutario.

L'organigramma dirigenziale è composto dal Commissario nazionale (Aurelio Chiappero) e da una Consulta centrale, della quale fanno parte tutti i sedici "pionieri" che parteciparono alla riunione al Centro Sportivo dell'Aeronautica, affiancata da una Commissione Promozionale composta da Carlo Plebani, Vittorio Silvestrucci, Alberto Gualtieri, Alvaro Remondini, Pier Giuseppe Caputo, Renato Boccardi e Filippo Filippi.

Loris Lolli, a quei tempi inviato del Corriere dello Sport e "atleta azzurro onorario" (avrebbe dovuto partecipare, per la marcia e la corsa, agli Europei di atletica leggera del '43 e alle Olimpiadi del '44, ma il mondo era sconvolto dalla guerra) ricorda così quell'esperienza:

"Conoscevo Chiappero da parecchio tempo: eravamo già stati pionieri della pallamano… Un giorno ci incontrammo per caso e parlando appunto di quello che eravamo riusciti a fare nel passato ci domandammo: 'Perché non pensiamo a qualche altro sport?'. Il discorso scivolò sul badminton, a quell'epoca sconosciuto ai più, e decidemmo di provarci. Nell'aprile del '76, cercammo tra i nostri amici delle persone disposte a far parte del Comitato e convocammo l'assemblea. Rimasi nel badminton fino all'85, quando si costituì la Federazione, anzi: le Federazioni. Dopo l'accorpamento con lo squash, la mia idea era che si sarebbe dovuta costituire una sola Federazione, anche per avere più peso, ma si optò per l'altra soluzione e allora preferii tirarmi indietro. Nonostante questo ho sempre seguito con interesse e affetto il badminton italiano ed oggi mi sento particolarmente felice di essere stato tra i pionieri".


IL BADMINTON ACCOGLIE LO SQUASH

L'Associazione Italiana Badminton sta appena muovendo i primi passi quando… la famiglia cresce. Al badminton, infatti, viene unito anche l'altro nuovo sport da racchetta: lo squash.

Muta, naturalmente, la denominazione e un comunicato del 17 marzo 1977 porta per la prima volta l'intestazione A.I.B.S. (Associazione Italiana Badminton e Squash).

Nel frattempo, la vita dell'Associazione non è facile. La fase pioneristica, oltre agli innumerevoli e immaginabili problemi, deve fronteggiare - ieri come oggi - la mancanza di fondi e di contributi. Ed in quest'ottica fa sorridere l'atteggiamento della Federazione Italiana Tennis. Dopo vari contatti e discussioni nella FIT, il Cavalier Chiappero - il 1° aprile 1977 - informa il Segretario generale del CONI, Pescante, che in un recente incontro col Presidente della FIT, Avv. Galgani, questi ha accolto la richiesta di riservare all'A.I.B.S. il patrocinio della FIT e si è impegnato a finanziare l'A.I.B.S., purché il CONI provveda a rimborsare la FIT.

Insomma, la Federazione Tennis dà sì il patrocinio, ma mette le mani avanti: i soldi per il badminton dovranno in realtà venire dal CONI.

Fa dunque notizia il primo contributo all'A.I.B.S. che viene comunicato all'Associazione di Chiappero con una lettera del CONI dove si informa dell'approvazione, in data 26 marzo 1977, della concessione di L.500.000 da parte del Consiglio Direttivo della F.I.T., sentito il parere favorevole del CONI, a titolo di rimborso spese per la nazionale giovanile italiana in trasferta a Malta.

La creazione di una struttura organizzativa permette di potenziare l'attività agonistica.

Nell'ottobre del 1977 si svolgono i primi Campionati Italiani a Merano (formula open), con gare in tutte e cinque le specialità: vengono disputate ben 110 partite.

In dicembre si disputa a Roma un torneo dimostrativo con Austria e Malta. A fine anno, gli agonisti tesserati sono 99.


1978 L'ITALIA FA IL SUO ESORDIO AI CAMPIONATI EUROPEI

Nel 1978 il badminton e l'Associazione compiono tanti "primi passi" in tante direzioni.

A gennaio, viene stampato il primo Regolamento Tecnico del gioco con la sponsorizzazione (anche questa è una novità) della Marango Sport.

Ad aprile (dal 9 al 15), la squadra nazionale italiana, composta da 6 giocatori, effettua la sua prima trasferta e partecipa ai Campionati Europei a Preston, in Inghilterra.

Compongono la formazione azzurra Kurt Duschek (capitano), Carlo Klammsteiner, Heinz Knabl, Walli Raffeiner, Annelies Waldner e Lida Schopf. La squadra azzurra viene inserita nel quarto girone eliminatorio ed incontra Svizzera, Belgio e Portogallo.

Waldner Lorenz fu il team manager della squadra azzurra: "I nostri atleti erano bellissimi - ricorda - erano gli unici ad avere magliette e pantaloncini uguali: tutto blu scuro con una banda tricolore lungo le braccia. Addirittura ci fu qualcuno che venne a chiederci l'autografo. Però attenzione: la divisa non era merito, diciamo così, dell'A.I.B.S., ma degli stessi giocatori che, come me, avevano fatto fronte a tutte le spese: abbigliamento, racchette, viaggio, albergo. L'Associazione pagò soltanto la tassa d'iscrizione al Campionato. Eravamo bellissimi, ma certo non bravissimi: perdemmo tutte le partite e molte di queste addirittura a zero. Ci rendemmo così conto di come la nostra pratica sportiva fosse a livello familiare o giù di lì, mentre per cimentarsi a livello internazionale occorreva ben altro. E se ne rese conto anche l'EBU che l'anno successivo ci inviò due allenatori per un corso per istruttori. Un'altra cosa che mi colpì a Preston fu l'assoluto silenzio con cui si giocava. Il Regolamento allora era severissimo e ricordo che durante un match, un fotografo che era a bordo campo cambiò l'obiettivo alla sua macchina, facendo un rumore impercettibile. L'arbitro fermò il gioco e fece riprendere la partita solo quando il fotografo completò la sua operazione".

"Quella di Preston è stata un'esperienza indimenticabile" - afferma Kurt Duschek, che a fine carriera avrà collezionato oltre venti titoli italiani nelle varie specialità -. "L'impatto col gioco fu quasi traumatizzante: noi eravamo abituati a utilizzare le palline di plastica e lì si usavano i volani di piuma; poi noi non avevamo mai disputato delle partite al di fuori della nostra piccola palestra e del nostro ambiente: lì c'erano tanti campi, migliaia di persone che seguivano e applaudivano, quattro o cinque arbitri… Ci rendemmo conto che tecnicamente eravamo a bassissimo livello, era come se fossimo in visita a un altro mondo. Fu comunque entusiasmante come esperienza di gruppo e per le conoscenze che facemmo".

A marzo (dal 13 al 15) si svolgono i primi Giochi della Gioventù: le gare sono limitate a fasi locali con incontri di singolare maschile e femminile al meglio di tre giochi, con punteggio all'11 per i maschi ed all'8 per le femmine.

Nello stesso mese viene pubblicato il primo Regolamento in forma sperimentale per i Giochi della Gioventù.

1978/1980

Anche il 1979 e il 1980 sono anni di pietre miliari.

A gennaio del '79 viene pubblicato il Regolamento dei Campionati Italiani a squadre. Il 26 dello stesso mese l'Italia partecipa a una manifestazione internazionale tra le più prestigiose: l'Helvetia Cup. Le nazioni rappresentate sono diciassette e i colori italiani sono nelle mani e nelle racchette di Heinz Knabl, Christine Klotzner, Resi Klotzner, Ulli Duschek e Karl Klammsteiner.


Nel mese di febbraio si disputa il primo Campionato italiano a squadre, le formazioni partecipanti sono tre: S.C. Merano, B.C. Malles e S.C. Gavarno.

A marzo, l'A.I.B.S. promuove in via sperimentale i Giochi della gioventù in sedici province e ad aprile (dal 14 al 20) arriva la prima partecipazione dell'Italia ai campionati Europei Juniores. La formazione azzurra è composta da Dietmar Waldner, Kurt Habicher, Charlotte Punter e Astrid Zerzer.

Nel giugno del 1980 (dal 22 al 29) si svolge a Merano, sotto la direzione tecnica dell'olandese K. Wijnen, il primo corso per allenatore di badminton. Superano l'esame Christof Dejaco, Elmar Dejaco, Roland Focherini, Hubert Grittner, Werner Kinigarnen, Resi Klotzner.

Per la finale dei secondi Campionati italiani a squadre, il badminton esce per la prima volta dai suoi luoghi classici e si sposta a Modena. A contendersi il titolo tricolore,non sono più tre squadre, ma nove: SC Merano, SV Malles, BC Modena, SC Merano B, SV Malles B, SC Gavarno, SC Merano C, SV Bressanone, ACTI Milano.


LA STORIA DELLA FIBa

Ogni disciplina sportiva moderna - ciascuna regolamentata più o meno fra la fine dell'800 e i primi del '900 - ha cercato le proprie origini scavando nella storia, quasi volesse trarre da questo una maggiore conoscenza di sé.
Il Badminton ha radici antichissime; le testimonianze storiche confermano l'esistenza, fin dal I secolo a.C., di un antico gioco cinese in cui si usavano volani e rudimentali racchette. Molto popolare, il gioco inizia a "volare" e diffondersi verso terre lontane raggiungendo il Giappone, l'India, il vecchio Siam, la Sumeria fino toccare la Grecia e poi arrivare in Inghilterra. Il "volano" acquisisce dignità di disciplina sportiva nel 1860, in un castello inglese, "Badminton House", luogo da cui la disciplina prende il nome e dove vengono codificate le regole e si diffonde in tutto il pianeta.
Nel 1934 è stata fondata l'International Badminton Federation (IBF) i cui membri costituenti furono: Canada, Danimarca, Inghilterra, Francia, Irlanda, Olanda, Nuova Zelanda, Galles e Scozia.
Dal 2007 l'IBF è diventata Badminton World Federation (BWF).
Al giorno d'oggi il Badminton può contare su 164 associazioni affiliate alla federazione internazionale Badminton World Federation (BWF) ed è il terzo sport più praticato al mondo.
La BWF è l'organo di governo dello sport del badminton ed ha sede a Kuala Lumpur (Malesia) e uffici a Losanna (Svizzera) e collabora attivamente per lo sviluppo del Badminton con il CIO e i Comitati Olimpici Nazionali.
Il Badminton compare in Italia negli anni '40. Nei primi anni '60, si comincia a diffondere la pratica in maniera non omogenea.

Al giorno d'oggi il Badminton può contare su 164 associazioni affiliate alla federazione internazionale Badminton World Federation (BWF) ed è il terzo sport più praticato al mondo.
La BWF è l'organo di governo dello sport del badminton ed ha sede a Kuala Lumpur (Malesia) e uffici a Losanna (Svizzera) e collabora attivamente per lo sviluppo del Badminton con il CIO e i Comitati Olimpici Nazionali.
Il Badminton compare in Italia negli anni '40. Nei primi anni '60, si comincia a diffondere la pratica in maniera non omogenea. Riccardo Simonetti, appassionato di Padova, crea una Federazione Italiana (1960 - 1966) che si affilia all'IBF. Merano e Bolzano sono altri due centri vitali della propagazione dello sport del volano.
Dopo le prime apparizioni, il badminton entra nel 1974, grazie alle intuizioni e all'opera del Cavalier Aurelio Chiappero, in una fase pioneristica. Il 16 giugno 1974 è una data storica. Il Cavalier Chiappero scrive al CONI, dichiarando la sua intenzione di costituire "la Federazione Italiana del Volano - FIDV".
Nel 1976 si costituisce l'"Associazione Italiana Badminton - A.I.B", che accoglie poi lo squash, trasformandosi in A.I.B.S. (Associazione Italiana Badminton Squash) ottenendo il riconoscimento della Federazione Italiana Tennis.
Nel 1977 si svolge il 1° Campionato italiano e ad aprile del 1978 (dal 9 al 15), la squadra Nazionale italiana, composta da 6 giocatori, effettua la sua prima trasferta per partecipare ai Campionati Europei a Preston, in Inghilterra. Compongono la formazione azzurra Kurt Duschek (capitano), Carlo Klammsteiner, Heinz Knabl, Walli Raffeiner, Annelies Waldner e Lida Schopf. La squadra azzurra viene inserita nel quarto girone eliminatorio insieme a Svizzera, Belgio e Portogallo. Lorenz Waldner, attualmente Consiglieri Federale, fu il team manager della squadra azzurra.
Il primo Regolamento Tecnico di Gioco fu stampato nel gennaio 1978 mentre un anno dopo si pubblica quello dei Campionati Italiani a squadre.

Nel 1985 inizia un nuovo periodo per il badminton italiano, che ha avuto nella figura del Cavalier Aurelio Chiappero un instancabile sostenitore e propulsore del movimento. Il 24 marzo di quell'anno viene approvato lo scioglimento dell'Associazione Italiana Badminton Squash - A.I.B.S., decretando la separazione dei due sport e la trasformazione dell'associazione in "Federazione Italiana Badminton - FIB", sotto il patrocinio della Federazione Italiana Tennis. Viene eletto democraticamente il primo Consiglio Federale presieduto da Aurelio Chiappero.
Gli anni successivi sono contraddistinti dall'impegno per fondare le basi strutturali della Federazione e assumere i requisiti necessari per essere riconosciuta Federazione effettiva del Coni e non più disciplina associata.
Con l'inserimento del Badminton nel programma ufficiale delle Olimpiadi di Barcellona nel 1992, dopo essere stato sport dimostrativo alle Olimpiadi di Seul nel 1988, la Federazione fa richiesta ufficiale al Coni per ottenere tale riconoscimento. Il riconoscimento quale Federazione Sportiva Nazionale avviene il 31 ottobre 2000 ed è reso giuridicamente effettivo nel 2002 sotto la presidenza di Rodolfo La Rosa.
In questo periodo il badminton italiano si inserisce anche a livello internazionale, in particolare contribuendo allo sviluppo del gioco nel bacino del Mediterraneo attraverso la Confederazione Mediterranea Badminton (CO.ME.BA).


La FIBa nel perseguire i suoi obiettivi istituzionali - quali la crescita strutturale tecnica e organizzativa, la promozione sul territorio ed il consolidamento del movimento agonistico - ma si concentra su un progetto altamente ambizioso, perseguito e desiderato da ogni federazione sportiva: la qualificazione olimpica.
Negli anni sono diversi gli atleti Azzurri lanciati a livello internazionale, accompagnati sempre da un team tecnico di altissimo livello tecnico, cercando di intraprendere una "esperienza italiana" che nel 2008 si consacra con la qualificazione olimpica della prima atleta italiana, Agnese Allegrini, sotto la presidenza di Alberto Miglietta. L'Azzurra ha raggiunto la storica qualificazione nella 27^ posizione su 38 nel tabellone di singolare femminile.


Il sogno è diventato realtà!

Sulla qualificazione olimpica il presidente Miglietta dichiara: "Siamo più che orgogliosi. E' un giorno storico per il movimento, la qualificazione di Agnese Allegrini premia senz'altro la dedizione ed il lavoro continuo della nostra atleta e del team di tecnici della nazionale. La qualificazione segna la storia del nostro movimento che è in continua crescita, sia dal punto di vista tecnico che organizzativo. Siamo fortemente orgogliosi che a Pechino ci sia un'atleta che con la maglia azzurra possa gareggiare per il podio olimpico del badminton".

PRESENZE OLIMPICHE

2008 - XXIX Oimpiadi di Pechino: Agnese Allegrini

Badminton

WebMaster FABIO COGI

Data Ultimo Aggiornamento: 19/08/2010

Ghidotti Marmi

Sito del Gruppo Sport Alternativi

G.S.A. Chiari

Agnese Allegrini

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